Dai portici ai canali galleristi d'Emilia aprono casa a Venezia

Paola Naldi, La Repubblica, May 10, 2019

C'è chi non solo espone, ma ridà vita ad edifici storici: i Calarota di Galleria Maggiore a Palazzo Franchetti, la ferrarese Brunelli a Palazzo Martinengo

Si affacciano da secoli sulle acque dei canali e della laguna, immobili e fiabeschi, e si animano a nuova vita in questi giorni della Biennale d'Arte. Lo fanno, i palazzi veneziani, grazie ad artisti e galleristi, diversi di loro emiliano-romagnoli.

La novità più vistosa la offre Franco Calarota, titolare con la moglie Roberta e la figlia Alessia della Galleria Maggiore in via D'Azeglio a Bologna. S'è preso in carico il bellissimo Palazzo Franchetti, proprio davanti all'Accademia, e ne ha fatto un suggestivo centro d'arte. Sono tre piani per un totale di circa mille metri quadrati, tra scaloni e sale interamente decorate con affreschi e stucchi, pronti ad ospitare i maestri del Novecento.

L'edificio appartiene all'Istituto Veneto delle Scienze, ma la famiglia bolognese ha ottenuto, per i prossimi 18 anni, di poterne cambiare la destinazione d'uso.

Un primo assaggio delle future potenzialità dell'edificio è affidato alla mostra "Jean Dubuffet e Venezia", inaugurata ieri sera presentando un centinaio d'opere che testimoniano i rapporti dell'artista francese con la Serenissima: dalla prima mostra nel 1964 a Palazzo Grassi alla personale al Padiglione Francese nella Biennale dell'84. Nel giardino e nell'ingresso campeggiano due grandi sculture con i famosi "Hourloupe", mentre nelle sale si alternano dipinti, disegni, gouache, documenti e fotografie che ricordano i soggiorni di Dubuffet in città. In una sala, tutte le opere che furono esposte nel 1984.

«Da molti anni siamo presenti a Venezia alla Biennali con esposizioni ed iniziative, collaborando con la Fondazione Querini o con Fortuny – ricorda Franco Calarota –. E così, quando ci si è presentata l'occasione di prenderci cura di questo bel palazzo, l'abbiamo colta al volo.

Abbiamo davanti diciotto anni, cercheremo di organizzare mostre in maniera continuativa tutto l'anno». Questa di Dubuffet rimarrà aperta al pubblico fino al 20 ottobre. La prossima metterà a confronto i dipinti di Giorgio Morandi con quelli di Mark Rothko, il mondo cattolico del bolognese con quello ebraico dell'americano.

Poco distante, sull'altra sponda del Canal Grande, grazie alla Maria Livia Brunelli Home Gallery di Ferrara, per la prima volta riapre invece al pubblico Palazzo Martinengo, che fu casa e studio del pittore Mariano Fortuny. Qui, fino al 21 maggio, è allestita la collettiva "Mortalia Dement", che raccoglie i light box di Hiroyuki Masuyama, le grandi sculture in ceramica di Bertozzi & Casoni, le "rose" di Ketty Tagliatti, le installazioni di Matteo Valerio, una natura morta di Hans Op De Beeck. «Avevo un'idea di fare una mostra sul tema del memento mori quando un'amica mi face entrare in questo palazzo – spiega la gallerista –. Guarda caso, il motto della famiglia Mocenigo, attuale proprietaria, è proprio "Mortalia Dement". Riproponiamo il format che abbiamo collaudato nella nostra home gallery, collocando le opere in dialogo con gli spazi domestici».