Dubuffet, ritorno a Venezia

Marta Gasparon, Il Gazzettino, April 30, 2019

Palazzo Franchetti apre il suo nuovo corso con una mostra dedicata al rivoluzionario ed eclettico artista francese che per due volte, nel 1964 e alla Biennale mdel 1984, aveva scelto proprio Venezia per presentrare le sue nuove opere. LA MOSTRA<<Mi diverte presentare per una volta i miei lavori in prima visione a Venezia invece che a Parigi>>. Parlava così, nel '63, uno dei più importanti artisti francesi del dopoguerra, Jean Dubuffet, uomo eclettico, rivoluzionario e costante sperimentatore. Perchè proprio Dubuffet, nella città lagunare ha espsosto alcune sue opere in ben due occasioni, presentandole al pubblico per la prima volta in assoluto. E cioè nel 1964, a Palazzo Grassi , con il suo lavoro "L'Hourloupe" e nel 1984, in occasione della Biennale e con l'ultima serie "Mires", rappresentando il suo paese in un padiglione a lui interamente riservato. Un legame, quello dell'artista a Venezia, segnato indissolubilmente da queste date che saranno ricordate - dal 10 maggio al 20 ottobre - attraverso la mostra a Palazzo Franchetti "Jean Dubuffet e Venezia". Quest'ultima, vera co-partner dell'evento. E pensare che l'artista, tra il '49 e il '50, rifiutò la proposta di Bruno Alfieri di una sua mostra tutta veneziana. Una posizione dettata dall'indole notoriamente provocatoria e da una visione anti culturale fortunatamente cambiata - è il caso di dirlo - qualche tempo dopo. PIÙ DI UNA RETROSPETTIVA
<<Non sarà la solita mostra retrospettiva - assicura Fréderic Jaeger, curatore insieme a Sophie Webel - perchè con questa terza esposizione veneziana vogliamo ripercorrere le tracce di Dubuffet in città, mostrando i tre cicli maggiori della sua opera, di cui "L'Hourloupe" è il nucleo centrale>> . Ciclo, quest'ultimo, che sarà costituito da una ventina di dipinti realizzati fra il '63 e il '67 oltre che dall'opera monumentale, alta 4 etri, installata nel giardino. Saranno inostre esposti il ciclo dela "Celebrazione del suolo" (tra cui alcune litografie dei "Phénomènes" e dipinti della serie "Texturologies et matériologies") e le opere tratte da "Mires". Non mancherà poi una sezione dedicata a lettere, foto e articoli evocativi delle mostre del '64 e dell''84, Insomma, un centinaio di opere complessive provenienti per il 60% dalla Fondazione Dubuffet.  Ma anche dalla Gandur, Beyeler e Peggy Guggenheim Collection di Venezia. UN ACCORDO PER IL PALAZZO Non poteva che essere scelto Dubuffet per inaugurare il nuovo accordo di partenariato per la gestione degli spazi espositivi di Palazzo Franchettti tra l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti ed Art Capital Partners. <<L'Istituto, fra le principali accademie culturali italiane, è attendo ad organizzare eventi volti a valorizzare questa sede straordinaria. E Venezia, per sopravvivere, ha bisogno di tutto questo>>, afferma il presidente Gherardo Ortalli, sottolineando come la neo collaborazione culturale non terminerà con l'esposizione di Dubuffet. UN MEZZANINO PER L'ARTE
<<ACP Palazzo Franchetti - le parole del presidente Franco Calarota - sarà il marchio che caratterizzerà il futuro. Abbiamo già in programmazione una mostra su Morandi e Rothko, artisti non così distanti fra loro, e porteremo avanti progetti di connubio tra arte e musica, E nelle stanze del mezzanino, agli artisti contemporaneidaremo la possibilità di ricreare l'ambiente considerandone spazio e storia>>.