Giosetta Fioroni, scrittori e poeti in versione pop art

La mostra a Palazzo Franchetti
Veronica Tuzii, Corriere del Veneto, Giugno 9, 2026

«Il futuro è uscito dal passato». Pochi titoli colgono così bene la poetica di Giosetta Fioroni. Tutta la sua ricerca nasce da questo movimento costante: tornare sui propri passi per trasformare ricordi, volti e frammenti di vita in qualcosa che continua a interrogarci. Nei celebri «Argenti», ogni immagine sembra appartenere a un tempo indefinito, come quello di vecchie fotografie riemerse da un cassetto: «Io dipingo ciò che mi manca», ha detto l’artista. A Venezia, fino al 2 agosto, le sale della biblioteca di ACP - Palazzo Franchetti ospitano la mostra «Il futuro è uscito dal passato. Immagini e parole» (ingresso gratuito), a cura di Alessia Calarota e Giulia Lotti e in collaborazione con la Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni.

Dopo la tappa bolognese alla Galleria d’Arte Maggiore g.a.m., la 93enne Fioroni torna in laguna, città che ha segnato la sua carriera fin dalla prima Biennale del 1956. Unica donna della Scuola di Piazza del Popolo, Fioroni ha sempre mantenuto una posizione eccentrica rispetto alla Pop Art mainstream. Se gli artisti americani affidavano alla serialità e alla riproduzione meccanica il racconto della società contemporanea, nelle sue opere resta centrale una dimensione privata, narrativa e profondamente artigianale.

Il cuore dell’esposizione sta nel rapporto con la parola. Il percorso riunisce libri d’artista, edizioni illustrate, copertine e opere nate dall’incontro con scrittori e poeti, da Giorgio Bassani ad Alberto Moravia e Antonia Susan Byatt. Ecco naturalmente Goffredo Parise, compagno di vita e interlocutore privilegiato, evocato attraverso volumi come Diario veneto, veneziano, lagunare e Ozio con Goffredo Parise. Accanto a lui compaiono Andrea Zanzotto e Guido Ceronetti.

Spiccano i libri-scultura in ceramica realizzati presso la Bottega Gatti, dove testo e segno abbandonano la pagina per occupare lo spazio. In mostra anche alcuni esempi dei citati «Argenti». Opere come Una donna in silenzio del 1964 o Ritratto di una madre e una figlia fanno affiorare le figure dalla superficie metallica come delicati fantasmi, fluttuanti tra presenza e ricordo. L’argento non è solo una tecnica, è una forma di resistenza contro l’oblio.

Lo stesso avviene in Pieve di Soligo del 1970, dove il paesaggio veneto è percorso da una luce più mentale che reale. «L’argento è memoria, è recupero e sospensione di tempi differenti», afferma Fioroni. Ne emerge il ritratto di un’artista che continua a sfuggire alle definizioni, una voce che non ha mai smesso di guardare indietro per vedere più lontano.