Jacques Cordier, ritorno a Venezia

Stéphanie Pioda, Quotidien de l'Art, Aprile 13, 2026

Jacques Cordier (1937-1975) è un artista colorista dalla carriera troppo breve (morì in un incidente d’auto) che trovò piena espressione nella pittura di paesaggio. Se negli anni Cinquanta trattava questo soggetto in modo classico, la luce del Sud della Francia e del Mediterraneo lo condusse verso una maggiore semplificazione delle forme, con campiture piatte alla maniera di uno Staël negli anni Sessanta, fino a quando ebbe la folgorazione di Turner, scoperto alla Tate Gallery durante un viaggio a Londra nel 1971 con la moglie Simone.

Fu davvero nei paesaggi della laguna veneziana che mise in pratica gli insegnamenti del maestro britannico, introducendo maggiore fluidità, luce e poesia nei suoi dipinti. Seppe cogliere le variazioni atmosferiche dell’alba e del tramonto attraverso sottili armonie cromatiche, esaltando questi istanti effimeri. È stato quindi un emozionante ritorno postumo quello dell’esposizione che la Fondazione Calarota gli ha recentemente dedicato a Venezia, con l’ambizione di mettere in luce artisti che hanno instaurato un dialogo significativo con la città lagunare: oltre 6.000 visitatori hanno scoperto l’opera di Jacques Cordier nell’atmosfera intima della biblioteca Morand.

 

La mostra «Jacques Cordier. Venezia» si è tenuta dal 6 febbraio al 10 aprile presso la Fondazione Calarota, Palazzo Franchetti, Venezia.