La mostra Un decimo di François Xavier Saint Pierre, pittore canadese, veneziano d'adozione, é stata concepita appositamente per la Biblioteca Morandiana, uno spazio dedicato a Giorgio Morandi (1890-1964) all'interno di Palazzo Franchetti. Il titolo deriva da una lettera del 1930 in cui Morandi dichiarava che si sarebbe accontentato di compiere la decima parte di quello che ha fatto Jean-Siméon Chardin.
Chardin (1699-1779) ha segnato profondamente Morandi, che conservava ben cinque monografie sul maestro francese nella sua biblioteca personale. Pur separati dai secoli e dalla geografia, i due artisti rivelano affinità sorprendenti: la critica contemporanea ha infatti notato una comune tendenza ad ammorbidire e sfocare i contorni degli oggetti, un processo che nell'arte di Morandi porta fino alla dissoluzione delle forme.
Un decimo avvia una conversazione transtorica che intreccia affinità artistica, eredità, autenticità, serialità e trasmissione del sapere pittorico. Attraverso la ricerca sulla produzione materiale delle immagini storiche, e mediante ripetizione e indeterminatezza, Saint Pierre mette in luce il sapere aptico e non verbale generato dall'atto di dipingere. La mostra si fa eco dell'ambizione della pittura modernista: dipingere il processo del percepire, piuttosto che l'oggetto percepito.
Saint Pierre presenta la propria ricostruzione di una natura morta di Chardin, Il vaso di albicocche (1758), conservata nella collezione dell'Art Gallery of Ontario a Toronto, sua città natale. Eseguita nell'ambito di una ricerca sulle tecniche pittoriche del Settecento, e accompagnata da quattro opere correlate, ciascuna con una propria logica cromatica.
Una seconda serie di opere si svilupa a partire da un vessillo o uno stendardo visto da una finestra. Ispirati agli stendardi militari adoperati dalla cavalleria romana e richiamando le opere di Tiepolo e Mantegna, questi quadri affrontano il modo in cui un attributo visivo può contrassegnare un'identità collettiva.
Completa la mostra la serie intitolata Pittrici, dieci piccoli pannelli ispirati ad un motivo storico ripreso dal frontespizio di un trattato francese sulla pittura pubblicato nel 1699: una donna davanti ad un cavalletto. Questa provenienza richiama il contesto della mostra - una biblioteca - e la serie invita a riflettere sui temi della continuità e della variazione, nonchè sul divario tra la conoscenza generata da un testo e quella prodotta nella creazione di un oggetto o di un'immagine. Il motivo archetipico del pittore ( o, in questo caso, della pittrice) evoca il solitario mondo interiore dell'artista e richiama l'imperativo di Agnes Martin di "dipingere con le spalle al mondo".
Nella biblioteca, Saint Pierre presenta inoltre una nuova serigrafia accanto ad incisioni originali di Giorgio Morandi.
Biografia:
François Xavier saint Pierre è un artista canadese che vive a Venezia dal 2020. Ha conseguito un BFA in Disegno e Pittura alla Concordia University di Montreal e un MFA alla University di Waterloo in Canada. Espone i suoi dipinti in Canada, nel Regno Unito e in Italia dal 2003, e ha svolto residenze d'artista a Londra, in Svezia, e all'Accademia di Francia a Roma, Villa Medici. Ha presentato la sua mostra antologica The Spiders and the Bees a Toronto (2021-22), a Venezia durante la Biennale (2022) e a Palazzo Borghese a Roma (2023), e nel 2025 è stato invitato a esporre alla Royal Academy di Londra.