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Jacques Cordier: Venise

Attuale exhibition
6 Febbraio - 10 Aprile 2026
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Jacques Cordier, Venise

Negli spazi della Biblioteca Morandiana di ACP - Palazzo Franchetti, la Fondazione Calarota presenta la mostra Jacques Cordier - Venise, dedicata alle ultime ricerche pittoriche dell’artista francese, realizzate poco prima della sua prematura scomparsa. L’esposizione, il cui progetto curatoriale è affidato a Marie-Isabelle Pinet, si concentra su un momento cruciale della carriera di Cordier, quando il confronto diretto con l’opera di William Turner – che ha potuto ammirare nel 1971 durante una visita alla Tate Gallery di Londra – modifica sensibilmente la sua pittura. Lo studio approfondito della luce turneriana apre infatti una nuova fase della produzione dell’artista, caratterizzata da una pittura sempre più fluida, luminosa e poetica, che trova un contesto privilegiato di espressione proprio nelle suggestive atmosfere di Venezia, città in cui soggiorna frequentemente. 

Con questa mostra, prosegue il percorso di ricerca che la Fondazione Calarota dedicato ad artisti che hanno instaurato un dialogo significativo con la città lagunare. L’esposizione si inserisce coerentemente in questo filone, ed offre un ulteriore sguardo su Venezia, interpretata da un artista che ne ha voluto cogliere non tanto la forma, quanto l’impressione, il movimento dell’aria e dell’acqua, l’energia del paesaggio.

 

 

Jacques Cordier (Bois-Colombes, 1937 - Lione, 1975) si forma guardando alla tradizione paesaggistica del XIX secolo. Esordisce con il disegno, per cui manifesta sin da giovane una naturale inclinazione, e nelle sue prime opere ad inchiostro di china raffigura principalmente scorci di Parigi e dei suoi dintorni, ma anche paesaggi della Normandia e della Bretagna. 

Nel corso degli anni Sessanta, tuttavia, la sua pittura si apre progressivamente al colore: emerge un temperamento cromatico sempre più evidente, accentuato dal trasferimento a Saint-Tropez con sua moglie Simone, e dall'influenza della luce del Var e del Mediterraneo. Una svolta decisiva avviene nel 1971, quando Jacques Cordier e Simone visitano la Tate Gallery durante un soggiorno a Londra. Il confronto diretto con l'opera di William Turner (1775-1851), precursore della pittura en plein air e instancabile studioso della luce, imprime un cambiamento profondo nel processo creativo dell'artista.

È proprio su questa fase che si concentra il focus della mostra, che presenta principalmente olii su tela testimoni di una progressiva diluizione delle forme nella luce: i soggetti, pur restando riconoscibili, si dissolvono in vibrazioni cromatiche in cui acqua, cielo e architetture si fondono. A partire dai soggiorni annuali della coppia a Venezia, tra il 1971 e il 1975, prende forma una serie di opere in cui la luce nebbiosa della laguna diventa protagonista assoluta. Al di là della rappresentazione, ciò che permane è l'impressione: il vento che turbinando attraversa l'atmosfera e il movimento incessante dell'acqua.

Jacques Cordier è pienamente consapevole dell'eredità con cui si confronta dipingendo Venezia, città che ha ispirato artisti come Claude Monet, John Singer Sargent e James Abbott McNeill Whistler. Le sue composizioni rendono omaggio a questi precedenti illustri e, in opere come Près du Harry's Bar, si inseriscono idealmente nei circoli artistici e letterari che hanno contribuito a definire l'immaginario moderno della città.

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